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domenica 20 novembre 2011

(eCryptfs) Ecco come creare una cartella cifrata con Ubuntu !!!!!!



oggi spiegheremo come creare una cartella privata su Ubuntu.  
Come prima cosa dobbiamo lanciare qualche comando dal terminale, operazione molto semplice e veloce. Seguendo la procedura di seguito illustrata un paio di script richiamati da ubuntu dai comandi digitati sul terminale faranno tutto il lavoro.
 Ecco come procedere.
    1. Aprire il terminale;
    2. Digitare sudo apt-get install ecryptfs-utils e premere il tasto Invio(per installare eCryptfs);
    3. Aspettare che venga installato il software eCryptfs;
    4. Digitare mkdir ~/Private e premere il tasto Invio, per creare una cartella da cifrare (quindi “Private” può essere sostituito con qualsiasi nome);
    5. Digitare chmod 700 ~/Private e premere il tasto Invio (per rendere inaccessibile la cartella ad altri utenti);
    6. Digitare sudo mount -t ecryptfs ~/Private ~/Private e premere il tasto Invio (per “montare” la cartella cifrata);
    7. Digitare 4 e premere il tasto Invio (per selezionare “passphrase” nella procedura guidata per la cifratura della cartella);
    8. Digitare 1 e premere il tasto Invio (per selezionare “aes” nella procedura guidata per la cifratura della cartella);
    9. Digitare 1 e premere il tasto Invio (per selezionare “16 bit” nella procedura guidata per la cifratura della cartella);
    10. Digitare yes e premere il tasto Invio per due volte consecutive
Creato il vostro file manager, potrete creare/modificare qualsiasi file nella cartella cifrata appena creata. Una volta terminato di lavorare con quest’ultima, ritornare nel terminale per “chiuderla” ed impedirne l’accesso a chiunque, o, per meglio dire, impedire l’apertura dei file che essa contiene (questi ultimi, risulteranno infatti impossibili da decifrare per qualsiasi software):
sudo umount ~/Private
Ecco un metodo facile per rendere l’operazione di “montatura” della cartella cifrata estremamente rapida:
  1. Recarsi sul desktop;
  2. Fare click destro e selezionare la voce crea lanciatore dal menu;
  3. Selezionare Applicazione nel terminale dal menu Tipo, per poi inserire il seguente comando:
  4. sudo mount -t ecryptfs /home/utente/Private/home/utente/Private -o key=passphrase,ecryptfs_cipher=aes,ecryptfs_key_bytes=16,ecryptfs_passthrough=n
    Dove al testo in grassetto va ovviamente sostituito il percorso esatto della propria cartella cifrata.
Stessa procedura si può seguire per la frase di “smontamento” della cartella, utilizzando però il comando visto in precedenza.

venerdì 18 novembre 2011

Come evitare l'autentificazione in Ubuntu!!!!




Volete evitare la noiosissima autentificazione ad ogni avvio del sistema? bisogna impostare il login automatico,niente di più semplice.....basta eseguire alcuni passaggi!!!! 
Vediamo come:

1 Dal menu Gnome, come potete vedere dall’ immagine sopra, selezionate System > Administration > Login Window
2 Come di consueto inserite la password dell’ account amministratore del sistema per accedere al pannello di amministrazione
3 Dopo aver inserito la password e cliccato su Ok, andate nel tab “Security
4 Spuntate la casella “Enable Automatic Login
5 Nella casella sottostante, inserite o selezionate il nome utente< , salvate e chiudete il tutto.
 Dal prossimo riavvio di Ubuntu non ci sarà più bisogno di inserire Nome Utente e Password, ma accederete direttamente al sistema con l’account che avete precedentemente selezionato.

martedì 15 novembre 2011

Utilizzare Linux da pen drive senza installazione !!!




Innovativa soluzione per utilizzare linux e scoprire le realtà' dell'open source senza installare la distro sul proprio PC mantenendo il proprio sistema operativo.
Ci occorre creare una penna USB con una distribuzione di Linux “Live”,per utilizzare linux sul nostro computer .

Per farlo si deve utilizzare un software apposito per la creazione di Linux Live USB, e una delle migliori applicazioni è LiLi, che appunto permettono di trasformare una ISO di una versione di Linux ( Ubuntu , Fedora , OpenSUSE …) in file avviabile da USB per lavorare appunto “Live” .
Con Lili vi basterà indicare la chiave Usb dove memorizzare Linux, indicare l’ ISO di Linux da trasformare in avviabile da USb e attendere la creazione.
Ecco dove trovare le ISO delle distribuzioni Linux  dedicati all’ argomento come ad esempio ubuntu-it
Link: LILI

venerdì 28 ottobre 2011

Installare GNOME 3 su Ubuntu 11.04!!!!




Spiegazione semplice e chiara su come installare GNOME 3 su Ubuntu 11.04 Natty Narwhal.

Come Installare GNOME 3 su Ubuntu 11.04 Natty Narwhal:

1. Il procedimento è semplicissimo, innanzitutto aggiungiamo il repository PPA di GNOME3:
sudo add-apt-repository ppa:gnome3-team/gnome3
2. Poi aggiorniamo la lista dei pacchetti mediante il solito comando:
sudo apt-get update
3. E infine aggiorniamo Ubuntu 11.04 Natty Narwhal con:
sudo apt-get dist-upgrade
4. Ora, prima di riavviare il sistema, installiamo GNOME-shell, quindi da Terminale:
sudo apt-get install gnome-shell
5. Successivamente effettuiamo il Logout, selezioniamo la sessione GNOME-shell, e avviamo la nostra distribuzione con GNOME3 .
Attenzione: Inizialmente vi si presenterà tutto in inglese, ma il problema si risolve facilmente:
  1. Andiamo nelle impostazioni di sistema cliccando a destra sul proprio nome
  2. Selezioniamo Region and Language e successivamente Italian
  3. Effettuare nuovamente il Logout ed il Login
  4. Ora avremo l’interfaccia di GNOME 3 in italiano

mercoledì 24 agosto 2011

Come partizionare l' hard disk per Linux (parte 3)

Finalmente arriva la parte pratica in cui vedremo come utilizzare il tool a riga di comando fdisk. Ho deciso di impostare l' articolo proprio su fdsik e non su un' altro programma perchè fdisk è lo strumento a riga di comando più diffuso per partizionare l' hard disk e potrebbe capitarci di doverlo usare per completare la fase di installazione di qualche distribuzione che non prevede tool grafici.

Prima di tutto dobbiamo sapere che in Linux possiamo riferirici al nostro hard disk tramite l' interfaccia astratta /dev/hda se il nostro sistema utilizza drive IDE oppure tramite l' interfaccia /dev/sda se invece il nostro sistema utilizza drive SATA o SCSI. Ogni hard disk ha un' interfaccia diversa, quidi se noi abbiamo 3 hard disk con drive IDE, noi potremo riferirci ad essi tramite le seguenti interfacce: /dev/hda, /dev/hdb e /dev/hdc.
Ogni hard disk come ormai dovremmo aver capito, può avere varie partizioni ed ogni partizione può essere riferita aggiungendo il suo numero al nome dell' interfaccia. Per esempio /dev/hda1 indicherà la prima partizione sul primo hard disk. Mentre /dev/hdc3 indicherà la terza partizione del terzo hard disk. Vi ricordate che nello scorso articolo vi ho detto che il limite di partizioni primarie è 4? Questo vuol dire che se noi vediamo un numero maggiore di 4 nel nome dell' interfaccia del nostro hard disk, questa indicherà una partizione logica e non primaria. Per esempio /dev/hda5 indicherà la prima partizione logica del primo hard disk.
Per chiarire ulteriormente le idee a chi non avesse ancora capito, ecco come è partizionato il mio hard disk dopo aver eseguito un' installazione default di Ubuntu:



Come si può vedere, il mio hard disk presenta una partizione primaria/dev/hda1 ed una partizione estesa /dev/hda2 che contiene completamente una partizione logica /dev/hda5 (che è la partizione di swap). Alcuni di voi forse si staranno meravigliando del fatto che non ci sono le partizioni /dev/hda3 e /dev/hda4. Ma è perfettamente normale, perchè come abbiamo detto le partizioni primarie hanno numeri che vanno da 1 a 4 mentre le partizioni logiche vanno da 5 in su.
Il comando che ci permette di vedere le partizioni dei nostri hard disk è fdisk -le dobbiamo avere privilegi di amministratore per poter eseguirlo.

Se vogliamo partizionare un hard disk (per esempio /dev/hda) dobbiamo digitare il seguente comando in un terminale: fdisk /dev/hda. Ripeto ancora una volta che fdisk può essere utilizzato solo se abbiamo privilegi da amministratore. A questo punto comparirà il prompt dei comandi:


Come potete vedere è possibile che compaia anche un messaggio di warning che ci avvisa che il numero di cilindri del nostro hard disk è maggiore di 1024. Il problema dei 1024 cilindri è molto conosciuto tra gli utenti Linux. I BIOS meno recenti riescono ad accedere solo ai primi 1024 cilindri dell' hard disk e quindi è consigliabile che il boot loader (esempio LILO o GRUB) ed anche l' immagine del kernel siano contenuti completamente nei primi 1024 cilindri.
Per vedere la tabella delle partizioni basta digitare p e premere invio. Per cancellare una partizione dobbiamo digitare il tasto d, premere invio e poi digitare il numero della partizione da cancellare. Da questo momento la partizione che abbiamo deciso di cancellare non sarà più presente nella tabella delle partizioni ma non è stata ancora cancellata. In realtà con il comando d noi scheduliamo le partizioni che devono essere cancellate. Tali partizioni verranno cancellate definitivamente solo quando confermeremo il tutto digitando il tastow. Quindi anche dopo aver dato il comando d, se vogliamo uscire senza salvare le modifiche basterà digitare il tasto q e nessuna partizione verrà cancellata. Per cancellare tutte le partizioni dovremo digitare il comando d per ogni singola partizione.
Dopo aver cancellato tutte le partizioni del nostro hard disk, dovremo crearne delle nuove. Per creare una partizione digitiamo il tasto n e potremo scegliere il tipo di partizione:



Digitiamo p per creare una partizione primaria oppure l per creare una partizione logica. Dopo aver scelto il tipo di partizione, il programma ci chiederà il numero di partizione: se prima abbiamo cancellato tutte le partizioni ed abbiamo deciso di crearne una primaria, la nuova partizione avrà numero 1. Dopo aver scelto il numero della partizione, dobbiamo scegliere il primo cilindro della partizione. Possiamo premere invio per confermare automaticamente il cilindro di partenza di default (consigliato se non si è sicuri) oppure possiamo digitare il numero del cilindro scelto da noi. Poi dobbiamo decidere quanto deve essere grande la partizione: possiamo scegliere la grandezza in megabyte, kilobyte oppure se siamo sicuri possiamo anche scrivere il numero esatto di cilindri. Se per esempio vogliamo una partizione che sia grande 80 megabyte basterà scrivere +80M e premere invio. Se al momento della scelta della grandezza voi premete solo invio, la partizione occuperà tutto lo spazio libero sull' hard disk.
Ricordiamoci di rendere avviabile la partizione che contiene l' immagine del kernel. Per fare ciò basta digitare il tasto a e poi digitare il numero della partizione che contiene l' immagine del kernel. Per verificare che non abbiamo fatto errori, osserviamo la tabella delle partizioni (premendo il tasto p) e se tutto sarà andato bene dovremo vedere un asterisco vicino al nome della partizione avviabile. Ci sono due cose da dire sulle partizioni avviabili: la prima è che solitamente la partizione avviabile in Linux è quella che contiene la directory/boot. La seconda cosa da dire è che cercando in rete ho letto che rendere avviabile una partizione non è necessario con Linux ma ho letto anche che a volte ci sono dei BIOS recenti che richiedono per forza almeno una partizione avviabile. Quindi, per essere sicuri io vi consiglio sempre di rendere avviabile la partizione che contiene l' immagine del kernel anche perchè questo è il procedimento consigliato nel manuale di Gentoo.

Per creare una partizione di swap, digitiamo sempre il tasto n per creare una nuova partizione, poi scegliamo il tipo di partizione, digitiamo il numero della partizione, scegliamo il primo cilindro ed impostiamo la dimensione della partizione. Dopo aver fatto questo dobbiamo digitare il tasto t per cambiare il tipo di partizione. Dopo aver digitato il tasto t, scriviamo il numero della partizione di swap che abbiamo appena creato e poi scriviamo 82. Questo numero serve ad identificare una partizione di swap. Per verificare che non abbiamo fatto errori possiamo sempre osservare la tabella delle partizioni digitando il tasto p.

Adesso sappiamo creare partizioni primarie (avviabili e non) e sappiamo creare partizioni di swap. Vediamo adesso come creare partizioni estese che contengono partizioni logiche.
Prima di tutto digitiamo il tasto n per creare una nuova partizione, poi digitiamo il tasto p perchè una partizione estesa è pur sempre una partizione primaria, digitiamo il numero della partizione, scegliamo il cilindro di partenza ed infine scegliamo la dimensione della partizione. A questo punto abbiamo creato una partizione primaria! Per farla diventare una partizione estesa dobbiamo digitare il tasto t, scrivere il numero della partizione e poi digitare 5. Il valore 5 identifica una partizione estesa (così come avevamo il valore 82 per le partizioni swap).
Ora che abbiamo la nostra partizione estesa, osserviamo un attimo la tabella delle partizioni con il tasto p e vediamo qual'è il primo cilindro e l' ultimo cilindro della partizione estesa. Quando creiamo le partizioni logiche (che dovranno essere contenute nella partizone estesa), dobbiamo ricordarci che devono riempire tutto lo spazio della partizione estesa. Quindi, la prima partizione logica inizierà dallo stesso cilindro iniziale della partizione estesa mentre l' ultima partizione logica che creeremo terminerà sull' ultimo cilindro della partizione estesa.
Ecco un semplice esempio:




Come potete vedere l' hard disk qui sopra presenta una partizione primaria/dev/hda1 ed una partizione estesa /dev/hda2. Quest' ultima partizione inizia al cilindro 9408 e termina al cilindro 9726. Inoltre la partizione estesa contiene due partizioni logiche che sono /dev/hda5 e /dev/hda6. Come si può facilmente notare, le due partizioni logiche occupano completamente tutto lo spazio della partizione estesa. Ciò vuol dire che la prima partizione logica deve iniziare al cilindro 9408 che è il primo cilindro della partizione estesa e l' ultima partizione logica deve finire sul cilindro 9726 che è l' ultimo cilindro della partizione estesa.
Spero sia stato sufficientemente chiaro.

Dopo aver creato tutte le partizioni, ricordiamoci sempre di dare uno sguardo alla tabella delle partizioni. Se tutto va bene, possiamo salvare le modifiche e scrivere la nuova tabella delle partizioni digitando il tasto w e premendo invio.


Se avete letto tutte le 3 parti della guida "Come partizionare l' hard disk per Linux" non avrete perso tempo. Sicuramente ne saprete molto di più rispetto a coloro che sanno solo utilizzare tool grafici senza però capire cosa stanno realmente facendo.

Come partizionare l' hard disk per Linux (parte 2)

Nello scorso articolo abbiamo visto quali sono i vantaggi e gli svantaggi del partizionamento ed abbiamo capito che dietro ad ogni buon partizionamento c'è sempre un buono schema progettuale.

Prima di parlare di schemi e startegie progettuali, vediamo che tipo di partizioni possiamo creare. Ci sono 3 tipologie di partizioni:
1) partizione primaria
2) partizione estesa
3) partizione logica

Una partizione primaria è una partizione le cui informazioni risiedono nel MBR (Master Boot Record). Poichè il MBR è molto piccolo (512 byte), è possibile creare solo 4 partizioni primarie. Questo limite ovviamente è molto vincolante e quindi con il passare del tempo si è deciso di introdurre un altro tipo di partizione: lapartizione estesa. La partizione estesa è una partizione primaria che però può essere a sua volta suddivisa in altre partizioni che si chiameranno partizioni logiche. Non è difficile, vero?
Facciamo un paio di semplici esempi: se abbiamo deciso di suddividere il nostro hard disk in 4 partizioni, non abbiamo bisogno di creare partizioni estese perchè rientriamo nel limite massimo di 4 partizioni primarie. Se invece vogliamo suddividere il nostro hard disk in 6 partizioni, non possiamo creare 6 partizioni primarie ma possiamo creare 3 partizioni primarie + una partizione estesa che contiene 3 partizioni logiche.

Ora che abbiamo capito (spero!) quali tipi di partizioni possiamo creare, cerchiamo di capire come possiamo organizzare il nostro schema di partizionamento. Prima di tutto voglio dire che per un "utente alle prime armi" che si sta avvicinando da poco al mondo Linux è consigliabile adottare anche uno schema base come il seguente: 1 partizione primaria / + 1 partizione di swap. Vedremo prossimamente quanto deve essere grande la partizione di swap.
Per chi invece ha già una certa esperienza con Linux il mio primo consiglio è chiedersi: quale utilizzo devo fare con il mio computer? Lo schema di partizionamento può cambiare notevolmente in base all' utilizzo (server o desktop). Se utilizziamo il nostro computer solo ed esclusivamente come postazione desktop per uso casalingo, potremo adottare uno schema simile al seguente: 1 partizione primaria /boot + 1 partizione primaria /home + 1 partizione primaria / + 1 partizione di swap. In questo modo abbiamo creato una piccola partizione (50 MB circa) dedicata a contenere l' immagine del kernel ed altri file necessari per eseguire il boot. Poi abbiamo dedicato una partizione più grande (anche alcuni Gigabyte) per la directory /home che solitamente su un computer desktop contiene una grande quantità di file e può tornare utile se volessimo fare il backup dei nostri dati. Per finire c'è sempre la partizione root e la partizione swap.
Questo ovviamente vuole essere solo un esempio di schema di partizionamento che non deve essere adottato automaticamente senza un' attenta riflessione.
Per un computer dedicato ad un utilizzo server, le directory /var, /tmp, /homeed /usr sono delle ottime candidate ad avere una partizione dedicata. In questo modo avremo a disposizione una partizione che conterrà i file temporanei, una partizione per i file di log ed altri file dinamici, una partizione per le directory degli utenti ed una partizione per gli eseguibili degli utenti (e non solo). Così possiamo avere un controllo maggiore sui dati contenuti nell' hard disk.

Un consiglio molto utile che posso darvi per capire quante partizioni creare e soprattutto la grandezza delle partizioni, è il seguente: proviamo uno schema di partizionamento anche semplice, facciamo passare qualche mese durante il quale utilizziamo normalmente la nostra macchina, infine utilizziamo uno strumento che permette di analizzare lo spazio occupato da ogni singola directory. Un' ottimo strumento è Baobab che può essere utilizzato con Gnome e che si trova già nella distribuzione Ubuntu (Applicazioni, Accessori, Analizzatore di utilizzo del disco). In questo modo possiamo vedere come è ripartito lo spazio del disco tra le varie directory e possiamo avere una idea più chiara sull' utilizzo che facciamo del nostro computer. Qui sotto potete osservare la schermata di Baobab su Ubuntu relativa al mio computer:


clicca per ingrandire l' immagine


Si può facilmente notare come è ripartito lo spazio del disco sulla mia macchina che viene utilizzata quotidianamente per uso personale. Le directory che occupano più spazio sono /home che contiene una miriade di file personali (audio, video, immagini, ecc...) e la directory /usr che contiene un gran numero di eseguibili e file vari. Adesso, dopo aver effettuato questo controllo, so che se volessi installare un' altra distribuzione sul mio computer (dopo aver formattato completamente l' hard disk) potrei adottare il seguente schema di partizionamento: 1 partizione primaria /boot + 1 partizione estesa che contiene la partizione logica /home e la partizione logica /usr + 1 partizione primaria / + 1 partizione swap.
La partizione /boot sarà grande al massimo 50MB, la partizione logica /home potrei farla di 7GB per avere sempre un certo margine visto che è una directory che si ingrandisce costantemente, la partizione logica /usr la farei di 3.5GB visto che la dimensione di questa directory solitamente si stabilizza, la partizione swap la farei di una dimensione pari a quella della RAM di cui dispongo ed infine la partizione primaria / potrebbe occupare il rimanente spazio.
In questo schema ho dovuto adottare la partizione estesa perchè se non l' avessi fatto avrei superato il limite di 4 partizioni primarie.

Questo schema sarà sicuramente più adatto rispetto ad uno schema base che prevede solo un' unica partizione in cui risiederanno tutti i file, vero?

Due parole infine devono essere spese sulla partizione di swap. Prima di tutto non siamo obbligati a creare una partizione di swap, in teoria possiamo benissimo farne a meno. In pratica può essere molto utile e qualche volta può salvarci da situazioni critiche. La partizione di swap infatti serve come supporto alla memoria principale (RAM) e viene utilizzata quando il sistema ha bisogno di ulteriore memoria. Se non avessimo una partizione di swap e se il nostro sistema richiedesse una quantità di memoria superiore alla nostra RAM, molto probabilmente il nostro computer andrebbe in crash.
Quanto deve essere grande la partizione di swap? Inizialmente era buona norma creare sempre una partizione di swap che fosse il doppio della memoria RAM del nostro computer. Attualmente con i computer che facilmente hanno qualche gigabyte di RAM, conviene avere una partizione che sia uguale alla RAM e non il doppio. Questa regola però non è fissa perchè se per esempio dobbiamo utilizzare il nostro computer per eseguire calcoli computazionali molto pesanti allora conviene avere una partizione che sia il doppio della RAM.

Vorrei concludere l' articolo con un concetto molto importante: progettare il giusto schema per la nostra macchina è un qualcosa che non è semplice e richiede esperienza. Questo articolo non vuole avere la presunzione di spiegarvi il metodo sicuro che vi permette di progettare degli schemi perfetti per la vostra macchina. Anche io devo imparare ancora molte cose sul partizionamento e sto accrescendo la mia esperienza a riguardo giorno dopo giorno.

La guida su come partizionare l' hard disk ovviamente non finisce qui! Dopo aver terminato la parte teorica ora arriva la parte pratica. Nel prossimo articolo impareremo ad utilizzare un tool a riga di comando molto potente che si chiamafdisk e che potremmo dover usare durante la fase di installazione di molte distribuzioni.